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Perché leggere insieme nella seconda lingua

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Storie che nutrono il cervello

Crescere un bambino bilingue può essere una vera sfida con se stessi, ma se deciderete di intraprendere questo percorso meraviglioso e ricco di incredibili soddisfazioni, dovrete armarvi di una buona dose di PACU: Pazienza, Amore, Costanza, Umorismo. Le prime due vi serviranno ogni volta che sarete stanchi e demotivati. L’ultimo vi servirà per non prendervi troppo sul serio ed essere indulgenti con voi stessi.

I libri sono alleati preziosi

Ma la Costanza sarà un elemento fondamentale per riuscire a portare a termine la missione: e per riuscire ad essere costanti i libri saranno i vostri alleati migliori.

Riempite ogni stanza di libri, apriteli ad ogni occasione, saranno i vostri migliori amici e non vi tradiranno mai!

Leggere per imparare parole speciali

La terminologia dei libri, anche di quelli per bambini molto piccoli, è diversa e più variegata rispetto al linguaggio parlato. Pensate anche solo a tutti i termini che riguardano gli animali e gli insetti contenuti nei libri per l’infanzia. Quanto spesso potrà mai capitarvi di parlare di elefanti, bruchi o conigli in una normale conversazione se non fosse proprio grazie ad un libro.

E’ scientificamente provato che leggere amplia il vocabolario: i bambini ai quali si legge abitualmente vengono insegnate delle parole che gli altri bambini non sentono.

Ma per voi genitori che decidete di introdurre una seconda lingua leggere ai bambini nella seconda lingua sarà una incredibile occasione per ampliare anche il vostro vocabolario: excavators, steam rollers, concrete mixers, cranes, tow tracks e fork lifts ora non sono più vaghi e confusi concetti. Chi avrebbe pensato che avere due gemelli mi avrebbe fatto scoprire il “meraviglioso” mondo dell’edilizia e dell’asfaltatura! Gru, ruspe, betoniere e carri attrezzi non sono mai stati così affascinanti! Magari voi sarete più fortunati di me e i vostri bambini si appassioneranno di elfi, maghi e foreste incantate.

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La TV? Spiacente, non è una scorciatoia

Quando parlo di TV intendo tutte quelle attività che avvengono con l’uso di uno strumento audio visivo (televisione, smartphone, tablet, computer). Gli esperimenti su bambini esposti a più lingue hanno evidenziato che i risultati della lingua parlata non sono comparabili a quelli della lingua a video. Nel momento in cui i bambini stanno imparando i suoni di una nuova lingua quello che risulta fondamentale è l’interazione con l’adulto, lo scambio di sguardi, l’apprendimento alla socializzazione. Quando giocate e parlate con i vostri bambini, è quello il momento in cui create le basi per l’apprendimento di una lingua (se volete approfondire questo tema eccovi una ricerca della University of Washington molto interessante).

La TV non sostituisce la funzione della lingua parlata

L’uso delle mani, la connessione tra gesto e concetto, nonché lo sviluppo di quella che viene definita “motilità fine” sono assolutamente fondamentali in età prescolare: Il tempo dedicato ad attività a video è tempo “rubato” ad altre attività che, nei primi anni di vita, concorrono allo sviluppo di facoltà importanti per il bambino. Pertanto il mio consiglio è di escludere qualsiasi attività video prima dei due anni, e di ridurla al massimo anche in seguito. Siamo genitori spesso sull’orlo di una crisi di nervi, ovviamene la gestione dell’emergenza tramite il cartone non è da demonizzare. Ma abituarsi a trovare attività alternative sarà un utilissimo esercizio di creatività per voi e anche per i vostri monelli.

Ma anche la TV può darci una mano

Non è mia intenzione demonizzare la TV, al contrario. Alcune amiche e mamme hanno una politica di “zero tolerance” per tutto quello che è l’attività davanti ad uno schermo. Ma se nei primi due anni di vita la TV e gli schermi vanno limitati al massimo, a partire dai 3 anni può diventare un valido alleato. Sempre senza esagerare e senza togliere troppo tempo ad attività più stimolanti.

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Parola e immagine: una squadra vincente

L’abbinamento della parola all’immagine è uno stratagemma straordinario per attivare contemporaneamente diverse aree cerebrali.

Ovvero l’area che sovrintende agli stimoli uditivi e quella legata agli stimoli visivi. Vi è mai capitato di pensare: quel personaggio me lo immaginavo diverso nel libro vedendo il relativo film? Quando leggiamo un libro vengono stimolati i nostri centri visivi anche in assenza di immagini, e crediamo autonomamente immagini mentali, che sono importantissime. Questa è una dote che si impara, e i libri per la prima infanzia, associando parola e immagine, stimolano questa capacità, molto utile nella crescita, e per appassionarsi anche ai libri senza immagini.

Per imparare una seconda lingua: squadra che vince non si cambia!

Tutto quanto sopra risulta doppiamente utile per inserire una seconda lingua. L’associazione di parola ed immagine facilita la memorizzazione di nuovi vocaboli. Non solo, il rituale della lettura, con la sua ripetitività, rende le parole familiari. Parlare dei libri che si leggono, delle storie che si condividono, aiuta ad inserire i nuovi vocaboli nella conversazione. Non solo: la lettura ad alta voce ha una enorme componente affettiva. E’ un gesto d’amore, un dono di tempo di attenzione esclusiva, e come tale aumenta i livelli di ossitocina nel bambino. Buoni livelli di ossitocina aumentano la fiducia e diminuiscono l’ansia, stati d’animo che, nei bambini, favoriscono l’apprendimento. Questo vale ovviamente sia in generale, che nell’insegnamento di una seconda lingua: la lettura ad alta voce massimizza i risultati anche quando il tempo a disposizione è poco.

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