Bilinguismo
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Progetto bilingue: 5 dritte per non mollare

Progetto bilingue

Chi ben comincia è a metà dell’opera, ma non basta.

Quando il progetto bilingue si arena.

Chi decide di crescere bambini bilingui parte con una buona dose di entusiasmo. Ma non sempre è sufficiente per riuscire a proseguire, soprattutto quando il genitore che introduce la seconda lingua non è nativo, come nel mio caso. Alcuni genitori mi hanno scritto di aver cominciato, ma di aver poi smesso. Altri mi chiedono come fare per ricominciare, altri ancora come fare per non smettere. Quindi ecco qui, i consigli, basati sulla mia esperienza: per non perdersi d’animo e non mollare.

Armatevi di PACU: pazienza, amore, costanza e una buona dose di umorismo

Pazienza. Non datevi obiettivi a breve termine: con il bilinguismo non funziona. La prima a farmi riflettere su questo aspetto è stata la pediatra di Ettore e Giulio. Donna saggia e di grande esperienza, quando i monelli assomigliavano ancora a due barilotti gonfi di latte, mi disse: “non si preoccupi se non le rispondono in inglese, lei continui imperterrita, anche se può sembrare il contrario, loro imparano, imparano tutto!”. Aveva ragione: ho dovuto aspettare i 4 anni prima di avere delle frasi compiute, e anche quelle, a volte, tirate fuori a fatica. Per un bel po’ mi sono dovuta accontentare della consapevolezza che capivano tutto.

Amore. Beh, questa è facile, se avete pensato di fare il regalo del bilinguismo ai vostri bambini, ne avete da vendere. Ma non fa mai male ripensare al motivo per cui lo state facendo: state dotando i vostri figli di super poteri, se vi passa la voglia pensate a questo!

Costanza. Questa è la parte più difficile. Non è sempre facile trovare le energie per fare lo sforzo mentale di esprimersi in un’altra lingua. Anche per genitori nativi che vivono tutta la giornata immersi in una lingua, può non essere facile cambiare registro per parlare con i bambini. Le prossime dritte serviranno ad essere il più possibile costanti. In ogni caso, siate indulgenti con voi stessi: io ho deciso di mettermi in pausa quando i bambini mi fanno veramente incavolare. Non sono sempre in grado di esprimere adeguatamente la mia incazzatura in inglese, quindi ci sta di arrabbiarsi in italiano!

Umorismo: non prendetevi troppo sul serio! Soprattutto se non siete nativi, non pretendete troppo da voi stessi e rideteci sopra. La pronuncia non è perfetta? Fate degli errori di grammatica? Non vi ricordate come si dice “tricheco”? Pace, va benissimo anche così!

Cominciate il prima possibile

Nei primi due anni di vita il cervello crea miliardi di connessioni sinaptiche. Se in questo periodo riceve il messaggio che esistono due o più lingue, sarà tutto più facile. Se potete, cominciate in questo periodo, meglio ancora, quando il bimbo è ancora nella pancia. Informatevi, e raccogliete qualche dato scientifico a supporto della vostra intenzione di parlare più di una lingua in famiglia. Vi servirà per rispondere a tutte le obiezioni di parenti e conoscenti che non sanno farsi gli affari propri. Quelli che vi diranno: “l’importante è che impari prima bene l’italiano”. Saprete spiegare a tono perché non è così e quali sono i vantaggi di inserire due lingue in contemporanea. È importante creare una piccola rete di supporto attorno al progetto bilingue. È facile perdersi d’animo se percepite che le persone che vi stanno vicino (tipo nonni, zii) non approvano.

Usate i libri come vostri alleati

Se frequentate questo blog sapete come la penso sui libri e il progetto bilingue. Si tratta di un elemento fondamentale. Ma eccovi qualche strategia in più. Fate come se foste a dieta: non comprate cose che non avete intenzione di mangiare, evitate le tentazioni. Fate in modo che in casa girino prevalentemente libri per i bambini nella seconda lingua. Così non avrete la tentazione di leggere nella prima lingua. Tenete a portata di mano i libri nelle zone della casa dove si legge: per la favola della buona notte, per mangiare o per giocare.

Usate bene la TV

Qui la tentazione di mettere un programma per bambini a caso è veramente forte. Quindi munitevi di tutti gli strumenti per resistere e rendete i programmi in lingua più accessibili. Create un vostro account YouTube. Iscrivetevi ai canali ufficiali dei programmi che vi interessano. Create delle playlist con gli episodi dei cartoni preferiti. In questo modo potrete accedere ai programmi che avete scelto dai vostri smartphone e da una qualsiasi Smart TV entrando dall’icona di YouTube. Noi abbiamo insegnato anche ai nonni a farlo: quando Giulio ed Ettore cominciano a menarsi a volte un cartone è un buon modo per sedare gli animi!

Programmate attività bilingui

Nell’apprendere una lingua nulla è più efficace del parlare e guardare negli occhi un’altra persona. Per evitare di perdere la seconda lingua nei meandri della vita a volte frenetica di un genitore, fermatevi. Esatto, decidete quali sono le attività che vi aiutano a fermarvi per passare tempo di qualità con il vostro bambino. A me piace l’arte e creare con le mani, quindi sono queste le attività che ci aiutano a fermarci. Ma usiamo anche i giri in bicicletta, le passeggiate nel bosco, i castelli di sabbia al mare, i bagni in piscina, le visite al museo. Insomma, scegliete voi, c’è l’imbarazzo della scelta.

Ecco, questi sono i miei consigli, ma sarei contenta di sentire anche i vostri: se avete qualche dritta anche voi, condividete! Quando il gioco si fa duro, una freccia in più al proprio arco non va mai male.

8 Comments

  1. Angelica says

    Ciao, ho trovato il tuo blog per caso, vagando su Facebook, e mi si è aperto un mondo! Quindi, per prima cosa: complimenti. Sono anche io laureata in lingue (rileggere le teorie di Chomsky a distanza di oltre dieci anni mi ha fatto scendere una lacrimuccia nostalgica, per quanto abbia detestato fisicamente tutti i corsi di linguistica) e da tredici anni lavoro per compagnie assicurative estere, il che fa sì che l’80% delle mie giornate trascorrano in full immersion nella lingua inglese. Tra pochi giorni sono in arrivo le mie due gemelline, alle quali vorrei provare ad insegnare fin da subito una seconda lingua. Mi sono segnata i nomi degli autori dei libri per la prima infanzia che hai consigliato (Chris Haughton, David Mckee e Eric Hill). Visto che mi sembri preparata in materia, ne approfitto per chiederti qualche consiglio:
    – Credo che prima di arrivare alla lettura dei libri ci voglia qualche mese, così ad occhio direi almeno sei. Prima di implementare la routine della lettura, come hai introdotto la seconda lingua? Canzoncine, ninne nanne o momenti della giornata dedicati esclusivamente alla seconda lingua? Fin dai primi giorni di vita?
    – In un post menzionavi il fatto che ogni genitore ha la sua lingua. Quindi c’è una netta distinzione dei ruoli, tale per cui tu parli inglese e il papà in italiano?

    Nel frattempo continuerò a spulciare i tuoi post alla ricerca di spunti e informazioni, ma qualsiasi consiglio è bene accetto. Il tuo è un progetto bellissimo!

    Grazie,

    Angelica

    • piccolicamaleonti says

      Ma che meraviglia Angelica, due gemelline. Sarà che i miei sono stati tanto desiderati, ma il fatto che fossero due per me è stata doppia felicità.
      Andando con ordine: per la lettura direi che puoi aspettare i sei mesi. Prima di quell’epoca io ho cominciato con le ninne nanna. Ho trovato un sito http://www.lullaby-link.com dove trovi ninne nanne in inglese di tutti i tipi. Se ci clicchi sopra ti danno il testo è c’è anche un video di una tizia che te la canta! Pacchetto completo. Ho preso anche un tot di compilation: ai miei piaceva A Child’s gift of Lullabies, lo mettevano anche per i viaggi in auto. Il cambio pannolino e il bagnetto sono ottimi momenti, ma vedrai che ci saranno quei momenti, soprattutto dopo la poppata o quando cerchi di farle dormire, dove potrai parlare, raccontare storie, dire qualsiasi cosa: loro ti guarderanno con gli occhioni spalancati e sembrerà che capiscano ogni parola.
      Per quanto riguarda la questione del genitore di riferimento: si chiama OPOL – One Parent One Language. Aiuta a discriminare tra due codici differenti, quindi ti consiglierei di adottare il metodo. Adesso che son più grandi ogni tanto mio marito risponde in inglese quando loro dicono cose in inglese, ma generalmente la seconda lingua è riservata a me.
      Tu continua a spulciare il blog, e se hai bisogno messaggia che sono qui.
      E goditi la gravidanza, si pensa tanto al dopo, ma io penso ancora con nostalgia al periodo in cui ero una e trina!!!!
      E PS i laureati in lingue “spaccano”!!!!

      • Angelica says

        Ti ringrazio, sei stata gentilissima. Ho preso nota dei tuoi consigli e del link che mi hai mandato. Sicuramente continuerò a spulciare il blog e a seguirti sui social. Le informazioni che condividi sono davvero una valida risorsa. Tra l’altro anche qui arte, fotografie e libri, libri e ancora libri sono di casa. Mia mamma è insegante di inglese, ora in pensione, e uno dei miei ricordi di infanzia è lei che mi bracca sul divano e mi pianta in mano “Moby Dick”. In questo senso mi ritengo un po’ “figlia d’arte”, insomma 🙂 Sia io che il papà speriamo di riuscire a trasmettere alle bimbe la passione per tutte queste cose, che sono quelle che rendono il mondo un posto meraviglioso in cui stare.

        E hai ragione, i laureati in lingue spaccano. Ma pure le mamme di gemelli! 🙂

        A presto!

  2. Irene says

    Ciao, sono mamma di una bambina di 13 mesi e ho una passione smisurata per il francese, come combinare le due cose se non donandole la mia passione? Così spulciando su facebook ho trovato il tuo blog e stasera ho intenzione di divorarmelo. So già che non mi appoggerà nessuno della famiglia se non mia mamma in questo progetto, ma io ci voglio provare. Le canzoncine in francese gliele ho sempre cantate, ora passerò alla lettura. Un bacio e grazie per aver condiviso le tue esperienze.

    • piccolicamaleonti says

      Irene, hai proprio colto nel segno! Si tratta di fare un regalo di amore e passione! Non ti far scoraggiare da chi non ha visione: se qualcuno dei miei post ti aiuterà anche sono a rispondere a tono a chi cerca di metterti i bastoni tra le ruote, allora avrò colto nel segno pure io!!! Tienimi aggiornata sui vostri progressi: vedrai, sarà lunga, ma verso i 4 anni comincerai a vedere risultati concreti, e sarà esaltante!

      • Irene says

        Stamattina ho cominciato a parlarle solo in francese e lei mi guardava sbigottita del tipo “Ma se fino a ieri la capivo, cos’è successo nella notte?!?”. Che ridere! Comunque ovviamente le laureate in lingue spaccano!!!

  3. Irene says

    Stamattina ho cominciato a parlarle solo in francese e lei mi guardava sbigottita del tipo “Ma se fino a ieri la capivo, cos’è successo nella notte?!?”. Che ridere! Comunque ovviamente le laureate in lingue spaccano!!!

    • piccolicamaleonti says

      Vedrai si abituerà in pochi giorni! Comincia con i libri: il fatto che ci siano le immagini aiuta a capire il senso. E sulle laureate in lingue … mi trovi ovviamente d’accordo!!!!

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