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Girl power: cosa c’entra con il bilinguismo

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Capovolgere gli stereotipi

Perché è importante trasmettere il concetto di Girl Power

Mi sono resa conto di quanto fosse necessario rimettere i “puntini sulle i” rispetto alla parità di genere all’inizio della materna. Fino a quel momento non mi sembrava che i gemelli percepissero una grande differenza tra l’essere maschi o femmine. Poi un giorno Ettore dice, dall’alto della sua esperienza di treenne, che un tal gioco è da maschi, perché i maschi sono forti, e le femmine no! Sono balzata sulla sedia, e mi sono adoperata per smontare le sue granitiche convinzioni (che così sono quelle trasmesse dagli altri treenni!). Se n’è andato perplesso ma con qualcosa su cui riflettere.

Libri, girl power e bilinguismo

Se leggete questo blog sapete quanto, per esperienza personale, i libri ci stiano aiutando nel compito di coltivare una seconda lingua in famiglia. Ma, bilinguismo a parte, sono comunque convinta che, le persone che i miei figli saranno tra cinque anni, dipenderà anche dai libri che, nel frattempo, avranno l’occasione di leggere. Mi piace pensare che sarà anche grazie a libri come questi, che i gemelli avranno un rapporto sano e non condizionato da stereotipi con le ragazze. E in fondo, anche se ci si pensa poco, se le bambine possono essere quello che desiderano, vuol dire che anche loro, come bambini, avranno la libertà di essere quello che vorranno.

Bambine che cambiano il punto di vista: Elisabeth, Rosie, Pearl e una bambina senza nome

Non che la situazione si sia risolta definitivamente. Purtroppo il contesto intorno che cerca di incasellare maschi e femmine in ruoli precisi. Mi piacerebbe, nei limiti del possibile, che i miei figli potessero invece decidere come vogliono essere, e come possono essere gli altri, senza troppi condizionamenti. A questo scopo mi è stato utile avere a disposizione questa serie di bellissimi libri.

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Le femmine non sono tutte principesse e i maschi non sono tutti cavalieri: due eroine che la pensano così!

Elisabeth, una principessa vestita con una busta della spesa

Abbiamo cominciato a leggere The Paperbag Princess poco dopo i due anni e non abbiamo più smesso. Perché è sempre il principe a salvare la principessa? Perché non può essere la principessa a salvare il principe? Quando la moglie di Robert Munsch, quarant’anni fa, gli pose questa domanda, non avrebbe mai pensato che ne sarebbe venuta fuori una storia da 3 milioni di copie. Fu così che Munsch decise di modificare la trama di una delle sue favole sui draghi. Elisabeth è decisamente una principessa fuori dagli schemi. Il drago ha distrutto tutti i suoi attributi principeschi e rapito il suo promesso sposo. Non le resta che indossare una busta della spesa, l’unica cosa rimastale, e correre a salvare il principe. Dopo aver tratto in inganno il drago, Elizabeth salva il principe Ronald, che però sembra essere più colpito dal suo abbigliamento poco regale che dal coraggio dell’impresa. E anche qui la nostra principessa cambia le regole del gioco: da del rospo a Ronald e trasforma il consueto “e vissero felice e contenti” in un “alla fine non si sposarono”! Seguendo questo link trovate l’autore che legge il libro.

Pearl, la principessa che salvava Re e draghi

Julia Donaldson è una delle nostre autrici preferite. Probabilmente la conoscerete per opere più famose come The Gruffalo o Room on the Broom. Le storie che hanno come protagonista la principessa Pearl non sono però meno avvincenti. In Zog, la principessa Pearl si fa volontariamente rapire per diventare la dottoressa dei draghi. In Zog and the Flying Doctors, dopo aver curato gli animali, insieme al cavaliere Gadabout e al Drago Zog, viene imprigionata dallo zio Re. Le principesse non fanno i dottori, stanno nei castelli e passano il tempo a ricamare cuscini vestite in abiti sfarzosi. Il Re ne è convinto, e rinchiude Pearl nella torre. Ma Pearl non ci sta proprio, e quando è il Re ad ammalarsi, l’unica a trovare la cura è lei, la principessa dottoressa. E a volte è anche una fortuna trovare una principessa a cui dei cuscini ricamati e dei vestiti sfarzosi non importa un gran che! Anche per questo libro trovate su YouTube la lettura animata, e se volete approfondire, questo è il sito di Alex Scheffler l’illustratore dei libri più famosi di Julia Donaldson.

Quando le bambine insegnano la perseveranza

Rosie vuole fare l’ingegnere

Rosie Revere Engineer di Andrea Beaty è il libro preferito di Giulio. Lo leggiamo senza sosta da quando aveva due anni e mezzo. La terminologia non è proprio semplicissima e anche le tematiche hanno vari livelli di comprensione. Si tratta di un libro dolcissimo e divertentissimo allo stesso tempo. I disegni di David Roberts sono meravigliosi: i ritratti degli zii di Rosie e l’ambientazione anni ’70 sono esilaranti! Rosie ama costruire strane invenzioni. Ma da quando lo zio Fred ha riso a crepapelle del suo cappello spara formaggio, che dovrebbe tenere lontani i serpenti, ha deciso di tenere per sé le sue idee. Ma tutto cambia quando arriva la vecchia zia Rose: da giovane riparava aeroplani, ma non ha mai volato in vita sua. Per esaudire il desiderio della zia, Rosie si cimenta nella costruzione di un elicottero, anche questo alimentato a formaggio! Ma dovrà imparare che solo accettando gli insuccessi e continuando a provare, riuscirà a far funzionare la sua invenzione. Questo è il sito di Andrea Beaty: ci potete trovare spunti molto carini sulle strane invenzioni di Rosie Revere.

La bambina senza nome ci insegna come calmarci e a superare le difficoltà

The Most Magnificent Thing di Ashley Spires è un libro meraviglioso e premiatissimo. E a ragione. Noi non abbiamo retto alla questione dei protagonisti senza nomi, e dopo un po’ i gemelli si sono accordati su Lucy per la bambina e Gaston per il fido assistente canino. La bambina senza nome ha in mente un’invenzione meravigliosa. Ma nessuno dei suoi innumerevoli tentativi la soddisfa: crea una serie di strani aggeggi, nessuno dei quali è lontanamente vicino a quello che ha in mente. L’impazienza e l’irritazione montano fino all’esplosione. Giulio si riconosce moltissimo in questa scena: abbiamo anche noi qualche problemino di auto controllo! Quattro passi, una camminata per calmarsi e schiarirsi le idee, e la bambina ricomincia a provare fino ad ottenere il risultato sperato, e costruisce la sua invenzione meravigliosa. Qui trovate una lettura del libro da parte dell’autrice.

Vi faccio presente che i libri di cui ho parlato sono tradotti in moltissime lingue, quindi non avrete che l’imbarazzo della scelta. Non mi resta che augurarvi buona lettura e chiedervi, dopo che lo avrete fatto, di commentare e sapermi dire cosa ne pensate!

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