Year: 2024

libro illustrato

Libri illustrati nella seconda lingua: crescita linguistica e immaginazione

Dai picturebook ai libri illustrati nella seconda lingua È stato un vero trauma dover abbandonare, anche se non del tutto all’inizio, i nostri meravigliosi picturebooks. Si sa che i bambini sono bellissimi, ma hanno il brutto difetto di crescere, e anche le nostre passioni letterarie hanno dovuto pian piano adeguarsi passando ai libri illustrati. Tenete presente che una lingua ha circa 200.000 parole, ma nella vita quotidiana non ne usiamo più di 10.000. Se volete che i vostri bambini comincino ad acquisire un vocabolario più ampio anche nella seconda lingua, le vostre letture dovranno crescere con loro. Se fino ai 4 anni i picturebooks sono essenziali, dai 5 anni potete cominciare ad introdurre una nuova tipologia di testo.

traduzione

Siamo bilingui, noi non traduciamo

Traduzione e bilinguismo: un binomio da evitare “Non chiedere mai ai bambini di tradurre, è uno sforzo che in questo momento non va fatto”. Questa è una delle prime cose che mi ha raccomandato una carissima amica, esperta in bilinguismo, quando le ho raccontato che uno dei miei gemelli, allora non ancora duenne, capiva perfettamente quello che gli dicevo in inglese. Sentirsi chiedere in continuazione dagli adulti, spesso increduli, come si dice questo, e come si dice quello nella seconda lingua, è una delle cose più scoccianti che succedono ai bambini bilingui. I miei figli hanno sempre cercato di trovare una via d’uscita alle richieste di traduzione, che, fino ad una certa età, li mettevano in evidente difficoltà. Cerchiamo di capire a fondo perché non bisogna chiedere ad un bambino bilingue di tradurre dalla prima alla seconda lingua o viceversa.

code-switching

Il code-switching: quando i bilingui mescolano le due lingue

Il pregiudizio dei pregiudizi sul bilinguismo “Se non impara bene l’italiano, poi farà confusione tra le due lingue”, “Non vorrai mica che parli metà in una lingua e metà nell’altra?”, “Se gli parli in inglese poi mischia le parole”. Queste sono solo alcune delle perle di saggezza che i genitori che affrontano la sfida del bilinguismo si sentiranno dire. Non una sola volta, e non da una sola persona. Il fenomeno del code-switching, che è tipico del bilinguismo (non solo di quello infantile!!!) è uno dei pregiudizi più comuni e diffusi. Uno dei miei figli dice ancora “perchè di…” invece che “a causa di” usando il costrutto inglese “because of” in italiano. Potrei farvi altri esempi che riguardano l’applicare l’ordine lessicale dell’inglese all’italiano, ma anche, e soprattutto, quello di inserire parole inglesi in frasi in italiano, che viene definito code-mixing, o code-borrowing. Ogni genitore che decida di esporre un bambino a due o più lingue deve aspettarsi episodi del genere. Ora vi spiego perché dovete pure esserne contenti!

grammatica

Grammatica? No grazie

Bambini e seconda lingua: perché dobbiamo dimenticarci della grammatica Una delle tante preoccupazioni dei genitori che crescono bambini bilingui è l’acquisizione della grammatica. Questa ansia è se possibile ancor più presente in genitori che non sono madrelingua: una delle tante obiezioni al progetto bilingue in questo caso è proprio l’idea che il bambino non imparerà correttamente la grammatica della seconda lingua. Ma si tratta di un’ansia giustificata? Vediamo un po’ perché, a mio modesto parere, è una preoccupazione quantomeno esagerata.