Author: piccolicamaleonti

Benji Davies The storm Whale in Winter

Amare la seconda lingua con i libri di Benji Davies

Come scegliamo i libri nella seconda lingua Il tempo è sempre poco, e quello che si riesce a dedicare all’esposizione alla seconda lingua a volte viene anche rosicchiato da altre cose. Ad esempio: se dopo l’asilo, come a volte accade, i gemelli passano il pomeriggio a litigare furiosamente tra di loro, ecco, quello è tempo che non riusciamo a dedicare all’esposizione alla seconda lingua! Poi mettici il nuoto, al parco con gli amichetti, una visita inaspettata, e il tempo vola via! Spesso quindi sono i libri i piccoli mattoni su cui si costruisce il “castello linguistico” della seconda lingua: si possono inserire in qualsiasi momento della giornata, e il rituale della fiaba della buona notte è un momento “sacro” per concludere la giornata, nonché una pietra miliare dell’inserimento di una seconda o terza lingua. Dato che i libri sono così importanti li scegliamo con particolare cura: devono avere immagini di qualità: l’associazione immagine – parola è fondamentale per stimolare la memoria e la comprensione del testo; le storie devono essere emozionanti o divertenti o entrambi: …

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Crescere un bambino nel bilinguismo senza essere madrelingua: è possibile?

Che cosa vuol dire non-native bilingual parenting Adoro la capacità di sintesi della lingua inglese. Mi sono arrovellata sulla traduzione italiana di  questa terminologia senza riuscire a trovare una definizione altrettanto incisiva. Nella sostanza non-native bilingual parenting significa mettere in campo il progetto di crescere un bambino bilingue senza essere madrelingua della seconda lingua, ovvero avendola imparata come lingua straniera.  Crescere bambini bilingui è già una bella sfida, ma farlo senza essere madrelingua è tutta un’altra faccenda! Chi espone i propri figli ad una lingua straniera ha dubbi e si pone domande che non sfiorano minimamente un genitore madrelingua. Oltre a tutte le preoccupazioni che naturalmente affliggono le famiglie bilingui, si aggiungono tutte le incertezze e le preoccupazioni che riguardano la propria padronanza della lingua, oltre a dover parlare in contesti non convenzionali, come quello dell’affettività o del linguaggio tipico dell’intimità di una famiglia. Insomma, se il genitore che introduce una seconda lingua deve armarsi di PACU (PAZIENZA, AMORE, COSTANZA ed UMORISMO) per un genitore non nativo servirà una buona dose di PACUF, dove F …

Edimburgh Piccoli Camaleonti

Qui tutti parlano inglese

Il primo test di bilinguismo: in viaggio in un paese anglofono La Scozia: perché? Ci crederete, con tutti gli anni che ho studiato inglese non ho mai visitato la Scozia. Ho vissuto mesi a Londra, a Dublino, ho fatto vacanze in giro per l’Irlanda e gli States, ma la Scozia mai! Quando una coppia di amici si è trasferita ad Edimburgo per lavoro, e con la voglia di rivedere mio cugino, che vive in Scozia da oltre 20 anni, e conoscere il suo ultimo nato, che ha l’età di Giulio ed Ettore, abbiamo deciso di gettare il cuore oltre l’ostacolo ed affrontare un viaggio che, con i due monelli, si annunciava impegnativo. La preparazione Organizzare un viaggio con i bambini non è mai facile, se sono due gemelli litigiosi ancora meno. Quindi, oltre a cominciare con largo anticipo a mettere in chiaro le regole di comportamento in aeroporto, in aereo, e durante la vacanza, ho fatto un giro sul sito Bambini con la valigia. Il blog di Giulia e Fabio, genitori viaggiatori, da preziosi consigli …

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Leggere ai bambini bilingui: perché i libri del Dr. Seuss non possono mancare

Ritmo, rime e filastrocche: come potenziare la seconda lingua Il nemico dell’inserimento della seconda lingua è il tempo: secondo alcuni studiosi il bambino dovrebbe essere esposto alla lingua minoritaria per almeno il 30% del tempo di veglia. Ma questo non è sempre facile. E’ qui che servono strumenti che rendano di miglior qualità, e quindi più incisiva, l’esposizione alla seconda lingua, anche quando il tempo è poco. Rime e filastrocche sono un’altra arma segreta della famiglia bilingue. Tutto quello che esalta il ritmo e la musicalità della lingua è cibo per il cervello bilingue. Non è nemmeno necessario che il bambino sia in grado di parlare per poter beneficiare della lettura di filastrocche o libri in rima. Il ritmo, l’espressione, l’enfasi, la cantilena faranno comunque il loro lavoro, stimoleranno la memoria, fisseranno meglio i suoni, e amplieranno il vocabolario come per magia. Dr. Seuss: il genio delle rime al vostro servizio Theodor Seuss Geisel è forse il più famoso autore americano di libri per bambini, e se credete di non conoscerlo, vi dovrete ricredere, perché …

OPOL-MLAH

OPOL o MLAH: esiste un metodo migliore per crescere bilingue?

Bilinguismo: perché serve un metodo Quando abbiamo deciso di intraprendere un’educazione bilingue per i gemelli, vi dico la sincera verità, non ci siamo assolutamente preoccupati di applicare o meno un metodo. In realtà non ci siamo nemmeno preoccupati del fatto che esistesse un metodo! La cosa più scontata era che io parlassi inglese ai bambini, il più possibile: laureata in lingue vince contro ingegnere. Le mie ansie principali non riguardavano certo il metodo. Mi preoccupavano piuttosto il fatto di non essere madrelingua, e la reazione di parenti e amici. A volte buttarsi inconsapevolmente nella mischia ha i suoi risvolti positivi. Ma non è questo il caso. Navigare a vista? Anche no Portare avanti un’educazione bilingue è un gran lavoraccio, ed essere perfettamente consapevoli di quello che si sta facendo è un grande vantaggio. Navigare a vista può anche funzionare alla fine, ma è difficile, soprattutto se non si è madrelingua, e ti lascia scoperto alla prima difficoltà. Un esempio su tutti: moltissimi progetti di educazione bilingue naufragano attorno ai due anni del bambino. Basta il …

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Libri per crescere bilingui: cosa ho trovato alla Bologna Children’s Book Fair

La magia di parole e immagini Se ancora mi serviva qualcosa per capire che non c’è nulla di letterariamente più magico dell’unione perfetta di parole e immagini, una visita alla Bologna Children’s book Fair mi ha dato il colpo di grazia! Una visita estenuante di una intera giornata, tra illustrazioni da togliere il fiato e tanti, tantissimi libri per bambini: partendo dai primi libretti tattili, fino ai libri per adolescenti: adesso sono ufficialmente una fanatica degli albi illustrati. Per chi non è convinto di quanto sia incredibilmente più efficace introdurre la seconda lingua tramite le immagini di un bel libro, leggete qui per un piccolo ripassino. Libri bilingui: lo stato dell’arte Ho girato gli stand alla ricerca di case editrici che pubblicassero libri bilingui. Non ho trovato molto, direi quasi nulla. Mi direte: e perché libri bilingui? Perché, soprattutto per l’inglese, ci sono molti genitori che non sono madrelingua, e anche perché il libri bilingui in casa sarebbero un bel vantaggio. Mia suocera scandaglia la libreria alla ricerca di libri in italiano quando i bambini …

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Crescere bilingui con il Gruffalo, perché innamorarsi dei libri di Julia Donaldson

Non è mai troppo presto per cominciare a leggere nella seconda lingua In un bell’articolo del neuroscienziato Alberto Oliverio ho letto questa meravigliosa frase: “la lettura contribuisce a dare forma alla mente” Certo, la lettura e i libri sono importantissimi per tutti i bambini. Ma in un’educazione bilingue diventano una vera e propria arma segreta. Ecco perché è importante scegliere con cura: i libri saranno una vera e propria finestra sulla seconda lingua per i vostri bambini. Ogni epoca ha le sue storie Prima che arrivassero i gemelli, io e mio marito abbiamo diligentemente completato una raccolta del Corriere della Sera che la domenica usciva con un libro illustrato di una fiaba classica. Quando ho letto “Il brutto anatroccolo” ai bambini ho dovuto consolarli per una buona mezz’ora: erano disperati per il povero papero che nessuno voleva, alla fine mi sono messa a piangere anche io! La volta successiva, per precauzione, ho sfogliato preventivamente “Pollicino”, che da piccola adoravo. Ora fatico a capire perché: dopo aver letto dell’orco che per errore si divora le sette …

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Perché la seconda lingua dovrebbe essere insegnata fin dalla scuola dell’infanzia

Le lingue nella scuola dell’infanzia Un binomio non ancora assimilato L’altro giorno al parco un’amica mi dice: “Alla scuola dell’infanzia che frequenta Giovanni fanno inglese, ma solo ai grandi: vogliono che prima imparino bene l’italiano”. Beh, penso, meglio di niente! Molte scuole dell’infanzia, infatti, non prevedono l’insegnamento della seconda lingua. Quando lo fanno viene spesso interpretato in modo sbagliato, non supportato dai molti studi che dimostrano come, quanto più piccoli sono i bambini, tanto più sono permeabili all’esposizione ad una seconda o terza lingua. Vi dico la mia colpevole verità: prima che i miei figli frequentassero la scuola dell’infanzia credevo che la seconda lingua fosse appannaggio delle scuole speciali (tipo scuola inglese o tedesca). Ho scoperto che la scuola che avevamo scelto prevedeva l’insegnamento dell’inglese durante la giornata a porte aperte. Non avevo un piano B nel caso l’inglese non fosse previsto, e la cosa è stata dettata da pura e semplice fortuna. Se avete l’occasione di scegliere tra più opzioni, richiedete l’insegnamento di una seconda lingua: non va considerato come un optional, al contrario! …

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Bilinguismo e regola del 30%

Come aumentare l’esposizione alla seconda lingua Avete mai sentito parlare della regola del 30%? Per alcuni è uno dei capisaldi del bilinguismo. Secondo questa teoria, per acquisire una seconda lingua, un bambino ha bisogno di essere esposto alla L2 per almeno il 30% del suo tempo di veglia. L’esperto che ha dato supporto scientifico alla regola del 30% è Fred Genesee, professore di Psicolinguistica (ebbene sì, esiste anche questa, sapevatelo!), alla McGill University in Montreal. Vi dico la verità: personalmente, vivo questa cosa un po’ come una spada di Damocle. Eppure in molti vi diranno che questa è una condizione imprescindibile per riuscire a crescere un bambino bilingue. Ci sono però esperienze concrete che contraddicono la regola. Evitare l’ansia da prestazione Anche solo venire a conoscenza della regola del 30% mi ha messo l’ansia. Per un genitore che lavora full time non è così semplice gestire questa netta suddivisione delle tempistiche. Quando i miei figli hanno cominciato la scuola materna, l’idea di dover in qualche modo controbilanciare tutto il tempo speso parlando italiano con compagni …

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Seconda lingua e acquisizione del linguaggio

Un’occasione da non perdere Avete presente quando vi dicono che non dovete parlare un’altra lingua a vostro figlio perché  è meglio che impari prima l’italiano? Non c’è nulla di più sbagliato. Aspettare che l’acquisizione del linguaggio sia in stato avanzato, o addirittura completata, per imparare una seconda lingua è un’occasione mancata. Come e quando si acquisisce il linguaggio Si può imparare una lingua straniera in qualsiasi momento della vita, ma il linguaggio si acquisisce da 0 fino a circa i 7 anni. E’ questo il momento magico in cui un bambino impara le lingue per “assorbimento“. I bambini coniugano i verbi, imparano i generi dei sostantivi, usano le preposizioni molto prima che qualcuno si preoccupi di insegnare loro che cos’è un verbo, un sostantivo o una preposizione! Perché è importante inserire fin da subito la seconda lingua L’acquisizione del linguaggio inizia già nel ventre materno: il bambino non solo sente, ma è in grado di riconoscere i suoni. Ancor prima di nascere veniamo cullati dal suono di una lingua, e quando veniamo al mondo riconosciamo …