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lezione in tre tempi

La lezione in tre tempi: stimolare il linguaggio da 0 a 3 anni

Imparare la seconda lingua con il metodo montessoriano La lezione in tre tempi è uno dei caposaldi dell’educazione montessoriana. Viene applicata ad una vasta serie di attività dedicate ai bambini a partire dai 9 mesi, soprattutto con l’intento di stimolare il linguaggio e introdurre nuovi vocaboli. Per tutti i genitori che intendano esporre precocemente i propri bambini ad una seconda lingua, questo tipo di approccio è incredibilmente efficace per coltivare il cervello bilingue. Se ancora non la conoscete, ecco che cos’è la montessoriana lezione in tre tempi, perché è utilissima nell’educazione bilingue, e come applicarla ad una serie di attività e giochi da fare con i bambini da 0 a 3 anni.

attività per bambini 0-3 anni

Attività per bambini da 0 a 3 anni nella seconda lingua

Come stimolare il linguaggio e intrattenere i bambini più piccoli In questi giorni di clausura forzata è difficile intrattenere i bambini, ed ogni età ha le sue tematiche. Ma se i bambini della primaria hanno anche i compiti a tenerli impegnati, e se i 4-5 enni possono essere coinvolti in varie attività artistiche e motorie, le attività per i bambini da 0 a 3 anni richiedono maggiore creatività. Questa è l’età più preziosa per l’esposizione alla seconda lingua. I giorni di quarantena possono rivelarsi una grande occasione di consolidamento per i genitori che hanno la fortuna di lavorare da casa e che vogliano esporre i bambini a più di una lingua. Eccovi dunque i nostri suggerimenti su come intrattenere con attività per bambini da 0 a 3 anni stimolando al massimo l’esposizione alla seconda lingua.

attività nella seconda lingua indoor

Attività nella seconda lingua da fare indoor

Dopo tanti giorni chiusi in casa la fantasia comincia a scarseggiare. Ma si sa, è necessario fare in modo che i bambini rimangano il più possibile attivi, che non diventino troppo sedentari, e soprattutto che non si rimbecilliscano davanti agli schermi (tablet o Tv che sia). Per quanto non sia facile, proviamo a vedere questa clausura forzata come un’opportunità per aumentare l’esposizione alla seconda lingua. E se la vostra creatività sta per esaurirsi ecco alcuni suggerimenti per attività per bambini nella seconda lingua da fare in casa.

attività nella seconda lingua

Attività nella seconda lingua: outdoor

In questi giorni di clausura forzata a causa dell’ordinanza Coronavirus, tra chi paga il prezzo più alto ci sono i bambini. Ma mettiamo da parte per un momento tutti i disagi, la paura, l’ansia per tanti giorni di scuola persi, la nostalgia degli amichetti e degli spazi verdi. Potremmo provare a vedere questo momento come una grande, incredibile opportunità. Pensateci, quando mai ci capiterà la possibilità di avere tanto tempo a disposizione da passare con i nostri figli? E per quanto in questa situazione non sia facile trovare la serenità, proviamo ad approfittarne! Passiamo insieme a loro del tempo di qualità facendo delle attività semplici e creative per migliorare l’esposizione alla seconda lingua. Ecco i nostri suggerimenti sulle attività all’aperto, sul terrazzo o nel giardino di casa, da fare con i bambini ai tempi del coronavirus. E perché no, anche quando questa emergenza sarà finalmente alle spalle.

Gianni Rodari

“Bambini, imparate a fare le cose difficili”

Come imparare questa grande lezione di Gianni Rodari e usarla per imparare una seconda lingua I bambini nei primi anni di vita sono al massimo del loro potenziale. Se considerate la velocità con cui apprendono attività e nozioni complesse da 0 a 5 anni, possiamo dire senza esagerazioni che questa è l’età della genialità. Dal primo languido sguardo di un neonato inerme, per passare in men che non si dica a parlare, camminare, contare, saltare, correre, disegnare, cantare, ballare. Queste sono solo alcune delle cose incredibili che i vostri figli saranno in grado di fare nel giro di soli 5 anni. Se ci metterete del vostro potrete aggiungere alla lista anche “parlare più di una lingua”. E se volessimo approfittare di questo fugace momento di genialità per far rendere al massimo le potenzialità dei nostri bambini? Ecco perché è importante tenere a mente la lezione del grande Gianni Rodari, che sui bambini la sapeva lunga: per crescere ed imparare, i bambini hanno bisogno di fare le cose difficili. Se lo teniamo presente anche nell’apprendimento di …

Yoga-e-bambini

Insegnare ai bambini una seconda lingua con lo yoga

I benefici dello yoga e delle basilari tecniche di respirazione e meditazione sono noti da secoli. Se nei paesi in cui sono nate queste antiche pratiche, come l’India, è naturale per i bambini praticare fin da piccoli. Nel mondo occidentale si è scoperto solo recentemente che è possibile estendere questi benefici ai bambini ottenendo risultati sorprendenti. Forse però sono poco o nulla indagate le potenzialità dell’uso dello yoga da integrare all’acquisizione di una seconda lingua da parte dei bambini. Da appassionata e praticante di yoga da oltre dieci anni, e da mamma di due marmocchi decisamente movimentati, vi racconto come abbiamo usato lo yoga per consolidare la seconda lingua e quali risorse in termini di materiali e supporti che avete a disposizione per cominciare.

regali di natale

I migliori regali di Natale per imparare le lingue

La seconda lingua sotto l’albero I nostri bambini hanno veramente di tutto, e quando si tratta di fare l’ennesimo regalo si pensa se non sia possibile fare regali di Natale diversi. Se state crescendo un bambino esponendolo a più di una lingua ci sono alcuni regali che, più di altri, sono utili a stimolarlo nell’uso della seconda lingua. Dato che le lingue si imparano interagendo, è importante scegliere giochi che richiedano di parlare e fare domande, e che prevedano la presenza di più giocatori o interlocutori. Ecco quindi quali sono, a nostro parere, i regali di Natale che non possono mancare sotto l’albero della famiglia bilingue, ma anche quelli da usare per insegnare ai bambini una lingua straniera.

Chameleon Reader

Chameleon Reader review: la penna magica per imparare le lingue

For the English version of this article click HERE Ho scoperto il miglior regalo per la famiglia bilingue Quando si cercano materiali per introdurre una seconda lingua in famiglia, è un po’ sempre una caccia al tesoro. In Italia, dove, diciamocela tutto, la sensibilità sull’apprendimento delle lingue straniere è ancora all’inizio, è difficile anche solo trovare libri in inglese nelle librerie. Quando mi sono imbattuta in rete nel Chameleon Reader, presentato proprio come uno strumento per crescere bambini “multilingue”, ho avuto un sobbalzo, e, da incontinente dello shopping, ho dovuto subito provarlo. Gli scenari d’uso di questo strumento sono incredibili: dai libri, fondamentali per acquisire una seconda lingua, alla musica, fino alla possibilità di portare con sé, in uno spazio ridottissimo, una quantità enorme di materiale nella seconda lingua, in viaggio, in vacanza, al ristorante, o nella sala d’attesa del pediatra. Ora vi spiego a cosa serve.

centri estivi in inglese

Centri estivi in inglese: funzionano? Ecco come scegliere

Secondo i risultati degli ultimi test Invalsi, solo il 35% degli studenti italiani in quinta superiore (ovvero dopo ben 13 anni di studio dell’inglese a scuola), è in grado di capire quello che ascolta in inglese. Il dato è decisamente sconfortate, ed è sicuramente un campanello d’allarme. Qualcosa nel modo in cui si insegnano le lingue a scuola non funziona. La maggior parte dei genitori ne è perfettamente consapevole, e chi ha le risorse, d’estate, corre ai ripari. Far frequentare un centro estivo in inglese può migliorare la conoscenza della lingua?

inglese scuola dell'infanzia

Perché la seconda lingua dovrebbe essere insegnata fin dalla scuola dell’infanzia

Le lingue nella scuola dell’infanzia Un binomio non ancora assimilato L’altro giorno al parco un’amica mi dice: “Alla scuola dell’infanzia che frequenta Giovanni fanno inglese, ma solo ai grandi: vogliono che prima imparino bene l’italiano”. Beh, penso, meglio di niente! Molte scuole dell’infanzia, infatti, non prevedono l’insegnamento della seconda lingua. Quando lo fanno viene spesso interpretato in modo sbagliato, non supportato dai molti studi che dimostrano come, quanto più piccoli sono i bambini, tanto più sono permeabili all’esposizione ad una seconda o terza lingua. Vi dico la mia colpevole verità: prima che i miei figli frequentassero la scuola dell’infanzia credevo che la seconda lingua fosse appannaggio delle scuole speciali (tipo scuola inglese o tedesca). Ho scoperto che la scuola che avevamo scelto prevedeva l’insegnamento dell’inglese durante la giornata a porte aperte. Non avevo un piano B nel caso l’inglese non fosse previsto, e la cosa è stata dettata da pura e semplice fortuna. Se avete l’occasione di scegliere tra più opzioni, richiedete l’insegnamento di una seconda lingua: non va considerato come un optional, al contrario! …