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lezione in tre tempi

La lezione in tre tempi: stimolare il linguaggio da 0 a 3 anni

Imparare la seconda lingua con il metodo montessoriano La lezione in tre tempi è uno dei caposaldi dell’educazione montessoriana. Viene applicata ad una vasta serie di attività dedicate ai bambini a partire dai 9 mesi, soprattutto con l’intento di stimolare il linguaggio e introdurre nuovi vocaboli. Per tutti i genitori che intendano esporre precocemente i propri bambini ad una seconda lingua, questo tipo di approccio è incredibilmente efficace per coltivare il cervello bilingue. Se ancora non la conoscete, ecco che cos’è la montessoriana lezione in tre tempi, perché è utilissima nell’educazione bilingue, e come applicarla ad una serie di attività e giochi da fare con i bambini da 0 a 3 anni.

lingua 1 e lingua 2

Bilinguismo: parliamo di Lingua 1 e Lingua 2

Perché esistono una prima e una seconda lingua e perché va bene così Molti genitori che intraprendono con consapevolezza il precorso di insegnare più di una lingua ai propri figli commette un errore piuttosto comune. Lo spettro che aleggia nelle famiglie bilingue si chiama in termine tecnico “bilinguismo bilanciato“. Cerchiamo di capire perché è un mito che si verifica in pochissimi casi, e perché è giusto che esistano per il bambino una Lingua 1 e una Lingua 2.

doti-linguistiche

Doti linguistiche di bambini e adulti

Imparare una lingua da adulti non è la stessa cosa che farlo da bambini Le doti linguistiche dei bambini sono un tema su cui tutti ritengono, in un modo o nell’altro di poter dire la propria. Le opinioni solitamente sono polarizzate su opposti pregiudizi o leggende metropolitane. Da un lato troviamo gli “ottimisti”, quelli che vi diranno fiduciosi “ma certo, a quell’età sono delle spugne”, convinti che i bambini apprendano le lingue un po’ per magia. Dall’altro lato troviamo invece i “puristi”, quelli che “prima deve saper bene l’italiano” o “poi fa confusione tra le due lingue”. Chi si occupa scientificamente di bilinguismo e di doti linguistiche di bambini e di adulti, sa bene che le cose sono ben diverse, e questa volta la verità non sta nel mezzo. Le convinzioni più diffuse su come un bambino può apprendere più di una lingua, che si tratti di “ottimisti” o “puristi” sono lontane dalla realtà. Vediamo invece come stanno realmente le cose.

età del bilinguismo

Il momento migliore per insegnare a tuo figlio una seconda lingua è ora!

Esiste un’età del bilinguismo? La risposta è sì, certo, esiste un’età del bilinguismo, in cui si apprende una seconda lingua senza studiare, ma semplicemente per “esposizione” alla lingua parlata. Oltre quell’età si imparano le lingue straniere, si studia la grammatica e si cerca di comunicare più o meno correttamente e fluentemente con chi non capisce la nostra lingua. Ma qual è il momento migliore per cominciare con un’educazione bilingue? E quando invece è troppo tardi?

problemi dell'apprendimento e bilinguismo

Disturbi dell’apprendimento e bilinguismo: tra miti e falsità

Tra i tanti pregiudizi quello che il bilinguismo possa provocare dei ritardi nell’acquisizione del linguaggio e di conseguenza anche dei disturbi dell’apprendimento è forse quello che crea più ansie e angosce nei genitori che crescono bambini bilingue. Purtroppo è anche uno dei più diffusi tra le persone che più dovrebbero invece promuovere l’esposizione a più lingue fin dall’infanzia, ovvero gli insegnanti! Nel nostro gruppo Facebook Crescere bambini bilingui, una mamma che insegna al proprio bambino lo spagnolo consiglia ad un’altra che sta per iniziare: “Parlagli sempre e comunque la tua lingua, perché quando andrà alla materna potresti trovare degli educatori che cercheranno di convincerti a parlargli in italiano per una serie di motivi assurdi”. Ebbene sì, la scuola si può rivelare un luogo pieno di insidie per il bilinguismo! Vediamo quali strumenti abbiamo a disposizione per rapportarci con chi di bilinguismo ne sa poco o niente e rischia di compromettere il percorso di educazione bilingue.

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Non solo imparare una seconda lingua: i vantaggi cognitivi del bilinguismo precoce

Non solo i vantaggi scontati Certo, qui ci eravamo arrivati tutti. “Du lang is megl che uan” potremmo dire parafrasando un vecchissimo spot. Il vantaggio di sapere fin dalla più tenera età una seconda lingua è il più ovvio dei vantaggi di un’educazione bilingue. Ma qualcuno potrebbe obiettare che in questo caso il peso dell’inglese non è lo stesso di un dialetto o di una lingua poco parlata. Ed è vero, da un punto di vista puramente utilitaristico, ma non se si considerano invece i vantaggi cognitivi e linguistici che il bilinguismo porta indipendentemente da quale sia la seconda lingua. Sotto questo profilo non esistono lingue inutili: i benefici per il cervello sono gli stessi per il francese e l’inglese, per l’urdu e il suomi. Bambini: una macchina per imparare

audio, illustrazione e animazione

Bilinguismo: audio, illustrazione e animazione a confronto

Per crescere un bambino bilingue, ogni attività nella seconda lingua è preziosa. Ma qual è la più efficace per migliorare le competenze linguistiche del bambino? Quale quella che stimola maggiormente le aree del cervello deputate al linguaggio? E in che modo lo fa? Se il tempo è sempre poco, vediamo come ottimizzarlo dedicandolo alle attività più efficaci. Che cos’ è l’Effetto Riccioli D’Oro I miei gemelli non sono mai stati degli appassionati di Riccioli d’Oro: forse preferiscono identificarsi con bambini meno monelli (!). Eppure questa storia da il nome ad un interessante fenomeno osservato nell’ambito della psicologia evolutiva: il cosiddetto Goldilocks effect. Sembra che i bambini vengano attirati maggiormente dagli eventi e dalle attività che non sono né troppo facili, né troppo difficili rispetto alla loro capacità cognitiva. Proprio come Riccioli d’Oro, che evita le pietanze o gli oggetti di papà e mamma orsa, attirata da quelli del cucciolo di orso che sono sempre della grandezza o della temperatura giusta per lei. Questo vale per tutti i bambini (ma può in determinati contesti valere anche …

periodo silente bilinguismo

Bilinguismo e periodo silenzioso

Conosciamolo prima di dare di matto! Il periodo silenzioso è lo spauracchio di ogni genitore che si avventura nel difficile, ma gratificante, percorso del bilinguismo infantile. “Sarà mai in grado di spiccicare una frase nella seconda lingua?”, “Perché il bambino ancora non parla nella seconda lingua? Non capisce, oppure ce l’ha con me?”, “Perché mi risponde sempre e solo nella prima lingua?”. Sono queste le domande che affliggono, comprensibilmente, i genitori, che fremono di impazienza nell’attesa di vedere finalmente i frutti di tanto lavoro. Per placare ansie e paranoie, e per evitare che qualcuno, scoraggiato, sia tentato di abbandonare l’inserimento della seconda lingua in famiglia, ecco tutto quello che dovreste sapere su cos’è il periodo silenzioso e su come affrontarlo. Potrebbe interessarti anche: Bilinguismo, 5 dritte per non mollare Bilinguismo: simultaneo o consecutivo? Molti pensano che l’acquisizione della seconda lingua avvenga secondo processi particolari di apprendimento. In realtà questo è vero solo in minima parte. Soprattutto se parliamo di bilinguismo precoce (ovvero entro i tre anni), le fasi di acquisizione della prima e della seconda …

Benji Davies

Amare la seconda lingua con i libri di Benji Davies

Come scegliamo i libri nella seconda lingua Il tempo è sempre poco, e quello che si riesce a dedicare all’esposizione alla seconda lingua a volte viene anche rosicchiato da altre cose. Ad esempio: se dopo l’asilo, come a volte accade, i gemelli passano il pomeriggio a litigare furiosamente tra di loro, ecco, quello è tempo che non riusciamo a dedicare all’esposizione alla seconda lingua! Poi mettici il nuoto, al parco con gli amichetti, una visita inaspettata, e il tempo vola via! Spesso quindi sono i libri i piccoli mattoni su cui si costruisce il “castello linguistico” della seconda lingua: si possono inserire in qualsiasi momento della giornata, e il rituale della fiaba della buona notte è un momento “sacro” per concludere la giornata, nonché una pietra miliare dell’inserimento di una seconda o terza lingua. Dato che i libri sono così importanti li scegliamo con particolare cura: devono avere immagini di qualità: l’associazione immagine – parola è fondamentale per stimolare la memoria e la comprensione del testo; le storie devono essere emozionanti o divertenti o entrambi: …

Acquisizione del linguaggio

7 modi per migliorare l’esposizione alla seconda

L’acquisizione del linguaggio: un’occasione da non perdere Avete presente quando vi dicono che non dovete parlare un’altra lingua a vostro figlio perché  è meglio che impari prima l’italiano? Non c’è nulla di più sbagliato. Aspettare che l’acquisizione del linguaggio sia in stato avanzato, o addirittura completata, per imparare una seconda lingua è un’occasione mancata. Come e quando si acquisisce il linguaggio Si può imparare una lingua straniera in qualsiasi momento della vita, ma il linguaggio si acquisisce da 0 fino a circa i 7 anni. E’ questo il momento magico in cui un bambino impara le lingue per “assorbimento“. I bambini coniugano i verbi, imparano i generi dei sostantivi, usano le preposizioni molto prima che qualcuno si preoccupi di insegnare loro che cos’è un verbo, un sostantivo o una preposizione!