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Dove conserviamo la memoria della lingua?

E perché è importante saperlo nell’educazione bilingue? Vi siete mai domandati dove va a finire una lingua una volta imparata? Dove la immagazziniamo e come accediamo a questa conoscenza quando ne abbiamo bisogno? Perché l’uso della lingua che impariamo fin dalla nascita è automatico e quasi inconsapevole? E perché invece, per parlare una lingua straniera, abbiamo bisogno di pensare alle regole, e nulla risulta semplice e spontaneo? Le neuroscienze sono riuscite a dare una risposta a tutte queste domande. Vediamo dove va a finire la memoria linguistica e come il saperlo può aiutare i genitori che crescono bambini bilingui.

Hervé Tullet

Colori in tutte le lingue: Hervé Tullet

Come usare i libri di questo fantastico autore per insegnare una seconda lingua al vostro bambino Confesso di non aver capito subito le grandi potenzialità di questi meravigliosi libri. Poco a poco però sono diventati dei compagni inseparabili del nostro tempo di qualità, e soprattutto dell’esposizione alla seconda lingua. La cosa meravigliosa dei libri di Hervé Tullet è il modo in cui stimolano e incoraggiano il dialogo tra il bambino e l’adulto. L’interazione tra PAROLA, IMMAGINE e AZIONE è un ottimo strumento per imparare qualsiasi cosa, ed è incredibilmente efficace nell’acquisizione di una seconda lingua. Se il vostro scopo è ottimizzare il tempo a disposizione per inserire una seconda lingua in famiglia, questi libri vi regaleranno momenti fantastici già a partire da 1 anno. E Probabilmente non smetterete fino ai 10!

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Correggere gli errori dei bambini bilingui

Perché non serve Anche questo è uno dei crucci dei genitori che hanno l’ardire di volerle insegnare più lingue in contemporanea ai propri figli. La seconda lingua, o lingua minoritaria, diventa sempre oggetto di non poche ansie: perché il bambino mischia le due lingue, perché nella seconda non parla, e perché quando parla fa degli errori. In questo post voglio parlarvi proprio di questo: cosa dobbiamo fare quando i bambini fanno errori nella seconda lingua? Li correggiamo? In che modo dobbiamo farlo? Ma sopratutto, serve veramente?

cartoni in inglese

Cartoni animati interattivi per imparare le lingue

Perché sono utili e come sceglierli I cartoni animati servono o meno a sostenere l’acquisizione di una seconda lingua? E se sì, quali sono i migliori, e quali accortezze è necessario adottare per ottenere dei risultati? Molti genitori si fanno queste domande, ma la risposta richiede un po’ di riflessione supplementare. Partiamo dalla prima: certo i cartoni animati sono utilissimi, ma ovviamente non sono neanche lontanamente sufficienti. Vediamo nel dettaglio a cosa servono, come sceglierli, e come guardarli.

Musica e seconda lingua

Imparare la seconda lingua con la musica

Suoni, rime, allitterazioni: una squadra vincente La musica può avere un ruolo determinante nell’esposizione alla seconda lingua. E’ importante esserne consapevoli per sfruttare al massimo questo efficacissimo strumento di apprendimento. Cerchiamo di capire in che modo la musica potenzia l’apprendimento della seconda lingua, e come è possibile farla entrare nella quotidianità di bambine e dei bambini che imparano precocemente più di una lingua in contemporanea.

15 mesi

Leggere nella seconda lingua dai 15 mesi

Come scegliere e come leggere per cominciare con l’educazione bilingue Gli early concept book e i simple descriptive book sono gli importantissimi libri da mettere a disposizione dei bambini fin dai 15 mesi. La parte narrativa non sempre è presente e non è fondamentale. Ma questi libri hanno una serie di funzioni che possono essere sfruttate per impostare ed implementare l’esposizione alla seconda lingua. Cerchiamo di capire come sono fatti, perché sono tanto importanti, come sceglierli e come leggerli per potenziarne al massimo il risultato. In questo modo metteremo a disposizione della nostra bambina e del nostro bambino un ottimo strumento per imparare più lingue allo stesso tempo, oltre che per sviluppare tutta una serie di fondamentali capacità cognitive.

attività per bambini 0-3 anni

Attività per bambini da 0 a 3 anni nella seconda lingua

Come stimolare il linguaggio e intrattenere i bambini più piccoli In questi giorni di clausura forzata è difficile intrattenere i bambini, ed ogni età ha le sue tematiche. Ma se i bambini della primaria hanno anche i compiti a tenerli impegnati, e se i 4-5 enni possono essere coinvolti in varie attività artistiche e motorie, le attività per i bambini da 0 a 3 anni richiedono maggiore creatività. Questa è l’età più preziosa per l’esposizione alla seconda lingua. I giorni di quarantena possono rivelarsi una grande occasione di consolidamento per i genitori che hanno la fortuna di lavorare da casa e che vogliano esporre i bambini a più di una lingua. Eccovi dunque i nostri suggerimenti su come intrattenere con attività per bambini da 0 a 3 anni stimolando al massimo l’esposizione alla seconda lingua.