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età del bilinguismo

Il momento migliore per insegnare a tuo figlio una seconda lingua è ora!

Esiste un’età del bilinguismo? La risposta è sì, certo, esiste un’età del bilinguismo, in cui si apprende una seconda lingua senza studiare, ma semplicemente per “esposizione” alla lingua parlata. Oltre quell’età si imparano le lingue straniere, si studia la grammatica e si cerca di comunicare più o meno correttamente e fluentemente con chi non capisce la nostra lingua. Ma qual è il momento migliore per cominciare con un’educazione bilingue? E quando invece è troppo tardi?

leggere ai bambini

Leggere ai bambini: i benefici che non ti aspetti

Ho sempre pensato alla lettura ad alta voce ai miei figli come un regalo che sto facendo a loro, costruendolo giorno per giorno. Ho deciso di crescere due gemelli in un ambiente bilingue, parlando in inglese fin dalla nascita. Leggere con loro è stato quindi un doppio regalo, che portava con se anche l’apprendimento di una seconda lingua. Ma se leggere ai miei figli non fosse solo un regalo che faccio io a loro, ma un dono che loro fanno a me? Uno studio recente ipotizza che la lettura ai bambini abbia degli incredibili benefici anche per gli adulti

centri estivi in inglese

Centri estivi in inglese: funzionano? Ecco come scegliere

Secondo i risultati degli ultimi test Invalsi, solo il 35% degli studenti italiani in quinta superiore (ovvero dopo ben 13 anni di studio dell’inglese a scuola), è in grado di capire quello che ascolta in inglese. Il dato è decisamente sconfortate, ed è sicuramente un campanello d’allarme. Qualcosa nel modo in cui si insegnano le lingue a scuola non funziona. La maggior parte dei genitori ne è perfettamente consapevole, e chi ha le risorse, d’estate, corre ai ripari. Far frequentare un centro estivo in inglese può migliorare la conoscenza della lingua?

Eric-Carle

Eric Carle: imparare le lingue come bruchi mai sazi dai primi mesi

Come scegliere i libri da leggere nella seconda lingua Quando scelgo un libro da leggere in inglese con i miei figli la scelta si basa sempre su tre criteri: Passaparola: se il libro o l’autore sono famosi ci sarà un motivo, e solitamente c’è. Immagini: nei libri per l’infanzia sono fondamentali, perché nei bambini stimolano la connessione tra la parte del cervello che sovrintende al linguaggio e quella che stimola la creazione di immagini mentali, fondamentale per creare lettori appassionati in futuro. Curriculum dell’autore: come succede per i grandi, potersi appassionare ad un autore, che diventi riconoscibile e al quale affezionarsi è un elemento da non sottovalutare. Eric Carle possiede tutti questi requisiti Diciamo che questo autore ne possiede anche uno in più: è tradotto in una quantità incredibile di lingue diverse Non solo: i libri che vi propongo sono adatti già a bambini di pochi mesi (i primi quattro), per poi passare a libri un po’ più complessi adatti dai 3 anni (gli ultimi due) che, mantenendo lo stile inconfondibile dell’autore, seguono il bambino …