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attività nella seconda lingua

Attività nella seconda lingua: outdoor

In questi giorni di clausura forzata a causa dell’ordinanza Coronavirus, tra chi paga il prezzo più alto ci sono i bambini. Ma mettiamo da parte per un momento tutti i disagi, la paura, l’ansia per tanti giorni di scuola persi, la nostalgia degli amichetti e degli spazi verdi. Potremmo provare a vedere questo momento come una grande, incredibile opportunità. Pensateci, quando mai ci capiterà la possibilità di avere tanto tempo a disposizione da passare con i nostri figli? E per quanto in questa situazione non sia facile trovare la serenità, proviamo ad approfittarne! Passiamo insieme a loro del tempo di qualità facendo delle attività semplici e creative per migliorare l’esposizione alla seconda lingua. Ecco i nostri suggerimenti sulle attività all’aperto, sul terrazzo o nel giardino di casa, da fare con i bambini ai tempi del coronavirus. E perché no, anche quando questa emergenza sarà finalmente alle spalle.

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Insegnare ai bambini una seconda lingua con lo yoga

I benefici dello yoga e delle basilari tecniche di respirazione e meditazione sono noti da secoli. Se nei paesi in cui sono nate queste antiche pratiche, come l’India, è naturale per i bambini praticare fin da piccoli. Nel mondo occidentale si è scoperto solo recentemente che è possibile estendere questi benefici ai bambini ottenendo risultati sorprendenti. Forse però sono poco o nulla indagate le potenzialità dell’uso dello yoga da integrare all’acquisizione di una seconda lingua da parte dei bambini. Da appassionata e praticante di yoga da oltre dieci anni, e da mamma di due marmocchi decisamente movimentati, vi racconto come abbiamo usato lo yoga per consolidare la seconda lingua e quali risorse in termini di materiali e supporti che avete a disposizione per cominciare.

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Insegnare una seconda lingua con gli origami

Cosa c’entra l’origami con l’apprendimento di una seconda lingua? Nell’educazione bilingue il tempo è un fattore fondamentale: non è mai abbastanza. E’ necessario riuscire ad organizzare attività di qualità con i bambini che permettano di ottimizzare al massimo l’esposizione alla lingua. Ma l’origami non è solo un bel passatempo per conversare nella lingua minoritaria. L’essenza stessa di questa attività, la concentrazione che richiede, le varie aree del cervello che coinvolge, fa in modo che si inneschi una sorta di “comunicazione potenziata“. Ecco come e perché.

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Bilinguismo e regola del 30%

Come aumentare l’esposizione alla seconda lingua Avete mai sentito parlare della regola del 30%? Per alcuni è uno dei capisaldi del bilinguismo. Secondo questa teoria, per acquisire una seconda lingua, un bambino ha bisogno di essere esposto alla L2 per almeno il 30% del suo tempo di veglia. L’esperto che ha dato supporto scientifico alla regola del 30% è Fred Genesee, professore di Psicolinguistica (ebbene sì, esiste anche questa, sapevatelo!), alla McGill University in Montreal. Vi dico la verità: personalmente, vivo questa cosa un po’ come una spada di Damocle. Eppure in molti vi diranno che questa è una condizione imprescindibile per riuscire a crescere un bambino bilingue. Ci sono però esperienze concrete che contraddicono la regola. Evitare l’ansia da prestazione Anche solo venire a conoscenza della regola del 30% mi ha messo l’ansia. Per un genitore che lavora full time non è così semplice gestire questa netta suddivisione delle tempistiche. Quando i miei figli hanno cominciato la scuola materna, l’idea di dover in qualche modo controbilanciare tutto il tempo speso parlando italiano con compagni …

Hervé Tullet e bilinguismo

Colori in tutte le lingue: Hervé Tullet

Come usare i libri di questo fantastico autore per insegnare una seconda lingua al vostro bambino. Chi non conosce Hervé Tullet La prima impressione dei gemelli monelli Ettore e Giulio, e se è per questo pure io, adorano i libri di Hervé Tullet. Quando sono arrivati i primi due, dono della saggia zia Daniela che conosce l’importanza dell’arte per i più piccoli, sono stati accolti con un misto di curiosità e diffidenza. Questi strani libri non raccontano nulla, non hanno personaggi, e non c’è scritto quasi niente: solo bellissime macchie di colore. Per un po’ di tempo, non essendo adatti per la lettura della buona notte, sono stati relegati a libri … diciamo da toilette. Vi ho già raccontato che verso i due anni la cacca è diventata improvvisamente un argomento “spinoso”: ecco, diciamo che li usavamo per stimolare il transito intestinale! Cosa centra Tullet con il bilinguismo Non abbiamo capito subito le grandi potenzialità di questi meravigliosi libri, ma poco a poco sono diventati dei compagni inseparabili. La cosa meravigliosa dei libri di Tullet …

Usare l'arte per imparare le lingue

Arte e bilinguismo

Usare l’arte per stimolare lo sviluppo linguistico “Tutti i bambini sono degli artisti nati, il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi”: i bambini in età prescolare, come diceva Picasso, sono artisti nati: per stimolarli bastano pochi accorgimenti, e se vi impegnate in questo campo, vi troverete tra le mani un ottimo strumento di intrattenimento, nonché un potente mezzo per potenziare le competenze di vostro figlio/a nella seconda lingua. Perché usare l’arte per sviluppare le competenze linguistiche Disegnare, colorare, pasticciare, e anche visitare un museo (esatto, con due gemelli di 4 anni, se non son pazzi non li vogliamo!), può diventare un’ottima occasione per parlare l’inglese. Ci sono meccanismi intimamente correlati a questo tipo di attività, che aiutano l’inserimento di un vasto vocabolario (forme, colori, materiali, ecc.), ma anche che creano situazioni propedeutiche allo sviluppo del linguaggio. Arte come gioco Uno dei modi migliori per crescere bambini bilingui è attraverso il gioco. In questo contesto, soprattutto in età prescolare, il disegno, la manipolazione di materiali, la creazione di oggetti è un’opportunità da non perdere. Se …