Month: novembre 2018

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Bilingui prima dei due anni: il maternese nella seconda lingua

Non è mai troppo presto per diventare bilingui Bilingui in utero: non è una leggenda metropolitana. Quando è nato mio figlio Giulio, mi sono girata verso il dottore che lo stava esaminando per accertarmi di aver partorito un bambino e non una scimmia urlatrice. L’anestesista, con sguardo perplesso, mi ha detto “Signora, congratulazioni, ma … auguri!”: a quel punto il dubbio si è trasformato in allarme. Ma appena mi hanno messo vicino quella testina rubizza e grinzosa, ho pronunciato poche parole, “Giulio, non piangere la mamma è qui”, e ho capito che la mia voce era diventata tutto d’un tratto uno strumento magico. Come un pirata attirato dal canto delle sirene, la scimmia ha aperto i suoi profondi occhietti verso di me ed ha smesso di urlare! Una teoria provata scientificamente Sicuramente molti di voi hanno già sentito parlare di come il bambino riconosca la voce dei genitori già dagli ultimi mesi di gravidanza, e di conseguenza anche subito dopo la nascita. Ma forse non sapevate che uno studio della University of Kansas ha dimostrato …

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La porticina delle fate

Facciamo passare la seconda lingua assieme alla magia Un posto speciale per un modo di comunicare diverso Coltivare in famiglia una seconda lingua può essere un lavoro non da poco. Ma anche quando siete genitori stranieri, e per voi esprimervi nella vostra lingua nativa è naturale, la cosa può presentare non poche difficoltà. Un collega inglese, orgoglioso di poter trasmettere la sua lingua madre ai suoi scatenati pargoli, mi raccontava sconsolato le sue difficoltà. In visita ai genitori a Londra, il primogenito asseriva sdegnato e imbronciato di essere italiano, e si rifiutava categoricamente di spiccicare una parola in inglese, pur essendone in grado. Insomma, ogni tanto può essere utile avere dei piccoli trucchi a disposizione: dare alla seconda lingua degli ambiti e dei contesti speciali, può rendere più interessante per il bambino usarla e coltivarla. Ecco una delle cose che ci siamo inventati. Che cos’è la porticina delle fate e dove è nata Come a volte accade, le scoperte che avvengono nel privato di una famiglia, possono diventare, non si capisce neanche bene come, patrimonio …

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Bilinguismo: come si impara una seconda lingua

Come, quando e quanto L’acquisizione del linguaggio: un processo incredibilmente complesso Difficilmente ne siamo consapevoli, ma imparare a parlare richiede al bambino di acquisire un certo numero di abilità complesse, senza le quali non è possibile arrivare al risultato finale, ovvero comunicare. Per prima cosa è necessario imparare a separare i fonemi per distinguere le parole. Poi il bambino deve imparare la complessa ginnastica tra lingua, denti e palato, che serve a riprodurre i vari suoni e a pronunciare le parole. Gli errori di pronuncia che si fanno nel corso di questa fase rimangono tra i ricordi più belli per un genitore. Io e mio marito ci sciogliamo ancora al ricordo di quando Giulio chiamava suo fratello Attoli. Ci è voluto un po’ per arrivare a Ettore, ma Attoli era così carino e appropriato al soggetto! Altra abilità da acquisire è quella di mettere insieme le parole per comporre frasi di senso compiuto. A questo punto le frasi devono essere messe insieme per creare un discorso comprensibile. Da ultimo il bambino impara a variare e …